Tax Omnibus
Tax Omnibus
Il 24 giugno 2026, la Commissione Europea ha pubblicato l’atteso Pacchetto di Semplificazione Fiscale, che comprende una proposta di Direttiva per la semplificazione della normativa dell’UE in materia di fiscalità diretta – il “Tax Omnibus” – insieme a una proposta di rifusione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC).
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Il pacchetto si inserisce nella strategia della Commissione volta a rafforzare la competitività e punta a ridurre gli oneri amministrativi generati dalle successive norme fiscali dell’UE approvate nell’ultimo decennio. Secondo le stime della Commissione, le misure proposte potrebbero ridurre di circa 8 miliardi di euro i costi annuali di compliance sostenuti dalle imprese.
Sebbene le proposte si trovino ancora in una fase iniziale dell’iter legislativo, esse evidenziano chiaramente l’intenzione della Commissione di concentrarsi sulla semplificazione delle regole esistenti, anziché introdurre nuove misure di contrasto all’elusione fiscale.
Contesto
Dal 2016, i gruppi multinazionali che operano nell’Unione Europea hanno dovuto adattarsi a un quadro normativo sempre più complesso, caratterizzato dalle Direttive anti-elusione fiscale – ATAD I e ATAD II –, dalle modifiche alla Direttiva sulle società madri e figlie, dalla Direttiva su interessi e royalties, da DAC6, DAC7, DAC8, DAC9 e, più di recente, dall’applicazione delle regole del Pilastro Due dell’OCSE. Tutto ciò ha incrementato significativamente gli obblighi di adempimento, sia per i contribuenti sia per le amministrazioni fiscali.
La Commissione ritiene ora che, dopo l’applicazione dell’imposta minima globale, molte di queste norme si sovrappongano, generino costi amministrativi inutili o abbiano cessato di perseguire la loro finalità originaria.
Pertanto, l’Omnibus mira semplificare il quadro esistente, mantenendo al contempo un livello adeguato di protezione contro l’elusione fiscale.
Principali misure proposte
Tra le proposte più rilevanti figurano le seguenti:
1. Estensione dell’esenzione dalle ritenute alla fonte all’interno dell’UE
Probabilmente, una delle proposte più significative riguarda la modifica sia della Direttiva sulle società madri e figlie sia della Direttiva su interessi e royalties.
La Commissione propone di eliminare gli attuali requisiti minimi di partecipazione – 10% nel caso della Direttiva sulle società madri e figlie e 25% nel caso della Direttiva su interessi e royalties -, in modo che dividendi, interessi e royalties corrisposti tra società dell’UE possano beneficiare, in linea generale, delle esenzioni da ritenuta alla fonte indipendentemente dal livello di partecipazione, a condizione che continuino ad applicarsi le pertinenti disposizioni antiabuso.
Qualora fosse infine adottata nella sua formulazione attuale, questa misura semplificherebbe considerevolmente il trattamento fiscale di molte strutture infragruppo di finanziamento e di holding in tutta l’Unione Europea.
2. Semplificazione delle norme sulla limitazione degli interessi
Tra le altre misure, la soglia de minimis di 3 milioni di euro diventerebbe obbligatoria in tutti gli Stati membri e verrebbero eliminate determinate disposizioni opzionali attualmente a loro disposizione. Inoltre, i finanziamenti ordinari da parte di terzi resterebbero, in linea generale, esclusi dall’ambito di applicazione delle norme di limitazione.
L’obiettivo è concentrare il regime sulle strutture di finanziamento infragruppo con un elevato livello di indebitamento, anziché sul finanziamento esterno ordinario.
3. Revisione delle norme CFC
La Commissione riconosce che, dopo l’applicazione del Pilastro Due, determinate norme relative alle società estere controllate (CFC) possono duplicare la protezione già garantita dall’imposta minima globale.
Per questo motivo, la proposta mira a semplificare il regime esistente e a ridurre i casi in cui i contribuenti devono applicare entrambi i gruppi di norme alle medesime strutture.
4. Soppressione delle norme sulle asimmetrie ibride importate
La proposta abroga le disposizioni sulle asimmetrie ibride importate introdotte da ATAD II.
Secondo la valutazione d’impatto della Commissione, tali norme hanno generato importanti costi di adempimento, producendo al contempo benefici pratici relativamente limitati.
5. Modernizzazione della Direttiva sulle fusioni
La Commissione propone inoltre di ampliare l’ambito di applicazione della Direttiva sulle fusioni, affinché la neutralità fiscale si applichi a tutte le riorganizzazioni transfrontaliere riconosciute dal diritto societario dell’UE, riducendo così l’incertezza relativa a determinate ristrutturazioni societarie.
6. Nuovo incentivo fiscale comune per gli investimenti in R&S
La proposta introduce un meccanismo a livello dell’UE che consentirebbe la deduzione fiscale immediata di determinati investimenti in beni materiali utilizzati in attività di ricerca e sviluppo.
Sebbene gli Stati membri continuerebbero ad applicare i propri regimi nazionali di incentivi alla R&S, la proposta mira a stabilire un livello minimo comune di sostegno fiscale in tutta l’UE.
Semplificazione della cooperazione amministrativa (DAC)
Insieme all’Omnibus, la Commissione propone la rifusione della Direttiva sulla cooperazione amministrativa (DAC).
Anziché introdurre obblighi di comunicazione completamente nuovi, la proposta mira a consolidare il quadro esistente della DAC ed eliminare determinati requisiti di comunicazione che si sono rivelati di valore pratico limitato.
Tra le modifiche proposte figurano:
- Il consolidamento delle direttive DAC attuali in un unico strumento legislativo;
- La semplificazione dell’interazione tra DAC4 (rendicontazione paese per paese) e DAC9 (comunicazione relativa al Pilastro Due);
- Riduzioni mirate di determinati obblighi di comunicazione previsti da DAC6;
- Soglie di comunicazione più elevate per gli operatori di piattaforme digitali nell’ambito di DAC7; e
- La semplificazione di diversi procedimenti amministrativi tra i contribuenti e le autorità fiscali.
I nostri commenti
Sebbene tali proposte siano ancora soggette a negoziazione e all’approvazione unanime di tutti gli Stati membri, esse rappresentano un cambiamento significativo nell’orientamento della politica fiscale dell’UE.
Negli ultimi anni, l’attenzione si è concentrata principalmente sulla normativa contro l’elusione fiscale e sull’incremento degli obblighi di trasparenza. L’Omnibus, invece, pone l’accento sulla riduzione della complessità e sull’eliminazione di norme che, secondo la Commissione, sono diventate sproporzionate o ridondanti.
Si segnalano, in particolare, le modifiche proposte alle direttive sulle ritenute fiscali e la semplificazione delle norme ATAD, che potrebbero avere un impatto significativo sul modo in cui molti gruppi multinazionali strutturano i propri investimenti e accordi di finanziamento in Europa.
Si prevede che l’iter legislativo richiederà tempo e non si possono escludere modifiche significative.